La Galleria Nazionale dei Selachoidei è un museo di zoologia dedicato esclusivamente ai pesci cartilaginei, ovvero tutti quei pesci che non possiedono ossa dermiche, ma hanno uno scheletro interno interamente composto di cartilagine. Di questa famiglia fanno parte gli squali, le chimere e i batoidea (mante e razze, ad esempio).

Al di là del fascino che possono avere queste specie di pesci, è molto interessante studiarne l’anatomia e il comportamento di questi animali, essendo molte di queste specie a rischio di estinzione: i pesci cartilaginei tendono, infatti, ad avere una scarsa prole.

Un museo dedicato agli squali, comunque, è un patrimonio culturale che nel Mediterraneo non poteva mancare.

La Galleria ha aperto i battenti nel 2005 e da allora le sue esposizioni si sono arricchite sempre di più con reperti, campioni e perfino esemplari di squali imbalsamati.

Esistono esposizioni tematiche come quella dedicata agli squali giapponesi o agli squali d’Italia, ossia gli esemplari più caratteristici pescati nei mari italiani, incluso un rarissimo esemplare di chimera femmina pescato nei mari di Manfredonia.

La Galleria ha in esposizione anche diversi tipi di squalo martello e di squali sega endemici dei mari italiani, oltre allo squalo del fiume Gange.

Si calcola che nella Galleria siano esposte un totale di circa cento specie.

Entro i prossimi mesi, la Galleria avrà una nuova sede: lo staff, infatti, si sta già spostando presso la nuova sede nel centro storico di Avellino, destinando quella attuale ad una funzione di biblioteca.

In seguito al trasferimento, sarà possibile vedere esemplari di squali e batoidei vivi e tenuti in appositi acquari.

Non ci resta che attendere la riapertura.