Il centro storico di Napoli, valutato come patrimonio culturale dell’umanità dall’UNESCO, lo conosciamo tutti: un dedalo di vicoli pavimentati con sampietrini e un monumento storico o un edificio di un’epoca diversa ad ogni angolo: basti pensare, ad esempio, che nello spazio di qualche centinaio di metri quadrati ci sono la Basilica di Santa Chiara, terminata nel 1330, la Chiesa del Gesù Nuovo, terminata nel 1725 e Palazzo Gravina, terminato nel 1549.

Quello che oggi tutti sanno, ma che fino a qualche decennio fa era solo immaginabile, è che Napoli non si esaurisce alla bellezza del centrostorico, la poeticità del lungomare e gli spazi verdi della collina del Vomero, ma continua a stupire anche nel sottosuolo.

Entrando dalla famosissima via dei Tribunali, infatti, è possibile accedere alle gallerie della Napoli Sotterranea, ovvero una fitta rete di cunicoli che si sviluppa nel sottosuolo della città giungendo in diverse zone della stessa.

Visitando i cunicoli fino ad ora scoperti (sì, perché gli speleologi sono ancora in alto mare in quanto al completamento del compito di mappare il sottosuolo di Napoli) si può riscontrare come l’abitudine di scavare gallerie sotterranee risalga a tempi antichissimi: sono stati trovati infatti manufatti risalenti alla preistoria, ossia a circa cinquemila anni fa. I Greci invece aprirono le prime cave sotterranee per ricavare blocchi di tufo necessari a costruire gli edifici in superficie.

In epoca romana, le cave così costruite, furono usate per costruire un acquedotto per la città, acquedotto che ha servito Napoli fino al XVI secolo, quando Cesare Carmignano ne fece costruire uno più potente, in grado di far fronte al fabbisogno crescente della popolazione napoletana.

Nel corso dei secoli i cunicoli sono stati usati per gli scopi più disparati, fino alla Seconda Guerra Mondiale, quando la popolazione napoletana riuscì a sopravvivere grazie alle gallerie scavate nel sottosuolo che fungevano da rifugi antiaerei. Ancora oggi è possibile trovare utensili da cucina, brandine, giocattoli e altro ancora che testimoniano come i napoletani fossero costretti a restare anche diversi giorni nel rifugio.

Chi vuole visitare il cuore di Napoli, non può fare a meno di visitare Napoli Sotterranea.