Siamo stufi di vedere la nostra terra bruciare. Siamo stufi di soffrire, di respirare l’irrespirabile e di morire ancora di tumori e malattie assurde che in una terra bella come la nostra nemmeno dovrebbero esserci.

Siamo stufi di criminali spietati, siano essi politici corrotti o camorristi, che fanno ciò che vogliono della nostra terra, sotto i nostri occhi.

Siamo stufi di chi dice di amare questa terra, ma poi non la rispetta, anzi, la violenta ogni giorno con le sue azioni.

Siamo stufi di uno Stato assente, che si ricorda di noi soltanto quando servono voti e quando il politico di turno arriva dalla capitale a farsi la sua passerella per far credere ai campani che di loro importa ancora a qualcuno.

Ma diciamoci la verità, la colpa è anche nostra.

Anche noi abbiamo lasciato, per decenni, che la nostra bellissima terra venisse maltrattata, deturpata e inquinata senza dire una parola in segno di protesta e senza appoggiare chi invece già allora faceva sentire la sua voce.

Siamo stati sordi al grido d’aiuto che questa regione ci ha lanciato disperatamente, fino a non avere più la forza di reagire, restando inerme di fronte agli abusi che è stata costretta a subire.

E così se oggi il Vesuvio, fino a qualche mese fa costituito da una flora e una fauna unici in Italia, adesso è solo una macchia nera di carbone e cenere, la colpa è di tutti noi.

Molti artisti hanno espresso solidarietà per il popolo campano attraverso l’autorevole testata online Blog di Cultura, ma purtroppo adesso c’è ben poco da fare.

E non c’è tempo per leccarsi le ferite, adesso bisogna rimboccarsi le maniche e ricostruire. Ci vorranno decenni per ricreare ciò che qualcuno ha distrutto in pochi giorni per i suoi interessi personali. Ma ce la faremo, perché noi non vogliamo dargliela vinta.